Stipendi, stop ai contanti: dal 1° luglio solo pagamenti tracciati

20 giugno 2018

Stipendi, stop ai contanti: dal 1° luglio solo pagamenti tracciati

Dal 1° luglio 2018 è vietato il pagamento delle retribuzioni in contanti. La norma servirà a combattere forme elusive dei rapporti di lavoro.

La norma stabilisce che a partire dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro e i committenti, non potranno più procedere al pagamento in contanti della busta paga di lavoratori dipendenti e parasubordinati, nè tantomeno degli acconti delle retribuzioni.

Il pagamento della busta paga potrà avvenire solo tramite banca o ufficio postale come di seguito indicato:

- bonifico su conto corrente con codice IBAN indicato dal lavoratore;

- altri strumenti per i pagamenti elettronici;

- pagamento in contanti direttamente in banca o alla posta, solo se il datore di lavoro - ha aperto un c/c di tesoreria con mandato di pagamento;

- tramite assegno bancario o circolare; questo potrà essere consegnato direttamente al lavoratore o a un suo delegato.

Si potrà delegare solo in caso di effettivo e comprovato impedimento e solo al coniuge, al convivente o altro familiare o affine del lavoratore, comunque con età sopra i sedici anni.

A chi si applica il divieto di pagamento degli stipendi in contanti?

Il divieto di pagare in contanti la busta paga vale, per espressa volontà della norma, per tutti i rapporto di lavoro subordinato indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto. Quindi è applicabile:

- contratti a tempo pieno e part-time;

- rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato;

- ai contratti di apprendistato;

- a tutte le altre forme di lavoro flessibile (contratto a chiamata, job sharing ecc.)

- ai soci lavoratori di cooperative con contratti subordinati.

La norma è infine applicabile ai committenti di collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co).

Viceversa, sempre per espressa previsione della norma, il divieto di pagamento della retribuzione in contanti non si applica:

- nella Pubblica Amministrazione;

- nei rapporti di lavoro domestici (colf e badanti).

Firma della busta paga e prova del pagamento della retribuzione

Oltre allo stop del pagamento in contanti degli stipendi, la norma fissa anche un altro principio. La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce in alcun caso prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione spettante.

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