Misure introdotte dal D.L.18/2020: moratoria straordinaria dei prestiti e delle linee di credito

25 marzo 2020

Le imprese danneggiate dalla diffusione di COVID-19 che hanno esposizioni debitorie nei confronti di banche e intermediari finanziari possono avvalersi delle seguenti disposizioni:  

a) le aperture di credito sino a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti in essere alla data del 29 febbraio 2020 o quelli in essere alla data di pubblicazione del decreto (17 marzo 2020), se superiori, non possono essere revocati fino al 30 settembre 2020;  

b) il rimborso dei prestiti non rateali che scadono prima del 30 settembre 2020 è posticipato, senza alcuna formalità, al 30 settembre 2020, alle medesime condizioni.

c) il pagamento delle rate o dei canoni di leasing relativi ai mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020

Beneficiari
Possono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese (PMI), aventi sedi in Italia, appartenenti a tutti i settori, che hanno subito in via temporanea carenze di liquidità per effetto dell’epidemia. 
Sono ricompresi anche i lavoratori autonomi titolari di partita IVA (tra cui, i professionisti e le ditte individuali). 
Per accedere alle misure, l’impresa deve essere in bonis, cioè non deve avere posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni. 
 
Come accedere alle agevolazioni
Bisogna presentare alla propria banca/intermediario finanziario una specifica comunicazione, corredata della dichiarazione con la quale l'impresa autocertifica ai sensi dell'art. 47 DPR 445/2000 di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell'epidemia da COVID-19. 
L’impresa deve tra l’altro auto-dichiarare
- il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria; 
- “di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell’epidemia da COVID-19”; 
- di soddisfare i requisiti per la qualifica di micro, piccola o media impresa; 
- di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000. 

Le banche e gli intermediari finanziari sono tenuti ad accettare le comunicazioni di moratoria.
La banca non deve verificare la veridicità delle autodichiarazioni effettuate dalle imprese, ma solo che la predetta comunicazione contenga gli elementi sopra indicati. 

La comunicazione può essere inviata da parte dell’impresa anche via PEC, ovvero attraverso altre modalità che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa. 

E' opportuno che l’impresa contatti la banca o l’intermediario finanziario per valutare le opzioni migliori, tenuto conto che nel decreto-legge in discorso sono previste anche altre importanti misure a favore delle imprese, ad esempio quelle che prevedono l’intervento del Fondo di garanzia PMI che possono collegarsi con la misura della moratoria. 

Fonte: Comunicazione ABI del 24.03.2020

Lo studio Genus mette a disposizione il modello di richiesta/autocertificazione da trasmettere o presentare alla Banca/Intermediario finanziario scaricabile cliccando sul bottone qui sotto.

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