Credito d’imposta per investimenti pubblicitari incrementali: domande entro il 31/03/2020

04 marzo 2020

L’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 e ss.mm.ii., ha istituito un credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali, incremento minimo dell’1% rispetto agli analoghi investimenti dell’anno precedente, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.

 

I beneficiari

Il credito d’imposta è rivolto ai seguenti soggetti:

  • titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo;
  • enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie.

 

Tipologia di investimenti

La misura è rivolta a tutte le imprese ed ai lavoratori autonomi che effettueranno investimenti incrementali in campagne pubblicitarie effettuate sui seguenti media:

  • stampa quotidiana e periodica, locale e nazionale (anche on-line);
  • emittenti televisive e radiofoniche locali (anche digitali)

Gli investimenti che si andranno ad effettuare dovranno superare di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati nell’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione.

Per “stessi mezzi di informazione” si intendono la stampa da una parte, e le emittenti radio-televisive dall’altra e non il singolo giornale o la singola emittente.

Gli investimenti ammissibili dovranno essere riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali al netto delle spese accessorie.

Gli investimenti pubblicitari dovranno essere effettuati su giornali ed emittenti editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale, ai sensi dell’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249, e dotate in ogni caso della figura del direttore responsabile.

 

Spese escluse

Sono escluse le spese per l’acquisto di spazi destinati a servizi particolari quali televendite, servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite in denaro, di messaggeria vocale o chat-line.

Inoltre non sono ammesse al credito d'imposta le spese sostenute per forme di pubblicità che esulano dalla stampa, anche on-line, ed emittenti televisive/radiofoniche locali (come ad esempio, a titolo esemplificativo e non esaustivo: grafica pubblicitaria su cartelloni fisici, volantini cartacei periodici, pubblicità su cartellonistica, pubblicità su vetture o apparecchiature, pubblicità mediante affissioni e display, pubblicità su schermi di sale cinematografiche, pubblicità tramite social o piattaforme online, banner pubblicitari su portali online, ecc...).

 

Ammontare dell’agevolazione

Il credito d’imposta è pari al 75% calcolato sull’investimento incrementale effettuato.

A titolo di esempio:

- Investimenti pubblicitari “Anno 2019”: € 10.000,00

- Investimenti pubblicitari “Anno 2020”: € 10.200,00

Il primo step è verificare la quota di investimento incrementale minima da effettuare:

1% * € 10.000,00 = € 100,00

L’incremento effettuato è pari ad € 200,00 che essendo maggiore di € 100,00 dà diritto alla richiesta del beneficio.

Il credito d’imposta da richiedere sarà così calcolato:

75% * € 200,00 = € 150,00

 

Modalità di presentazione ed utilizzo

Le domande di “prenotazione” dovranno essere presentate su di una apposita piattaforma messa a disposizione l’Agenzia delle Entrate secondo un modello di istanza definito dalla medesima, entro il 31 marzo 2020.

Successivamente alla chiusura del termine per la prenotazione del credito, il dipartimento per l’Informazione e l’Editoria pubblicherà la lista dei richiedenti il bonus e la somma provvisoriamente assegnata.

L’iter si concluderà soltanto dopo la presentazione della dichiarazione sostitutiva con la quale i beneficiari attesteranno che gli investimenti incrementali previsti per il 2020 sono stati realizzati, adempimento che dovrà essere effettuato tra il 1° e il 31 gennaio 2021.

A quel punto il dipartimento formerà l’elenco degli effettivi destinatari del tax credit e la somma riconosciuta. Il contributo potrà essere “speso” soltanto in compensazione tramite il modello di pagamento F24, presentato attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, utilizzando il codice tributo 6900, dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco degli ammessi all’agevolazione (dopo il 31 gennaio 2021). L’importo, inoltre, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa ai periodi d’imposta in cui il credito è stato maturato e nelle dichiarazioni successive fino al suo esaurimento.

 

Lo Studio Genus è a disposizione per la valutazione degli investimenti e la predisposizione ed invio delle istanze

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