Bonus facciate 2020: detrazione del 90%

21 febbraio 2020

La Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha introdotto una nuova agevolazione consistente in una detrazione dall’imposta lorda (questo è il “bonus”) pari al 90% delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B, ai sensi del D.M. del 02 aprile 1968 n. 1444.

I contribuenti che beneficiano del bonus, in assenza di una espressa disposizione normativa, non possono optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante né, in alternativa, utilizzare la predetta detrazione sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore che effettua gli interventi.

 

I beneficiari

Possono accedere al bonus tutti i contribuenti residenti e non residenti nel territorio dello Stato, che sostengono spese per la realizzazione degli interventi ammissibili, a prescindere dalla tipologia di reddito di cui essi sono titolari, ossia:

- persone fisiche;

- professionisti;

- enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;

- società semplici (s.s.) e le associazioni tra professionisti;

- soggetti che conseguono redditi d’impresa (ditte individuali, enti, società di persone, società di capitali).

Restano esclusi i soggetti titolari esclusivamente di redditi derivanti dall’esercizio di attività d’impresa o attività professionale che aderiscono al regime forfetario ex art. 1 commi da 54 a 89 della L. 190/2014.

Qualora i titolari di redditi soggetti a tassazione separata o imposta sostitutiva possiedano anche altri redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo, possono utilizzare il “bonus facciate” in diminuzione della corrispondente imposta lorda (relativa alla parte di reddito non rientrante nel regime forfetario).

 

Possesso dell’immobile e familiari conviventi

I soggetti beneficiari devono, al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese (se antecedente):

- possedere l’immobile in qualità di proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);

- detenere l’immobile in base ad un contratto di locazione (anche finanziaria) o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

La data di inizio dei lavori dovrà risultare dai titoli abilitativi, se previsti, ovvero da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi del D.P.R. 445/2000.

Importante: La mancanza di un titolo di detenzione dell’immobile risultante da un atto registrato, al momento dell’inizio dei lavori o al momento di sostenimento delle spese (se antecedente), preclude il diritto alla detrazione anche se si provvede alla successiva regolarizzazione.

Possono usufruire del diritto alla detrazione anche i familiari del possessore o del detentore dell’immobile, nonché i conviventi di fatto, a patto che siano loro a sostenere le spese per la realizzazione dei lavori. In questo caso occorre che alla data di avvio dei lavori o di sostenimento delle spese (se antecedente) siano conviventi con il possessore o il detentore dell’immobile. Lo stato di familiare/convivente dovrà risultare da dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Importante: il bonus spetta anche per immobili non adibiti ad abitazione principale, purché vi si possa esplicare la convivenza. La detrazione NON spetta per immobili che non sono a disposizione, perché locati o dati in comodato, ovvero su quelli che non appartengono all’ambito “privatistico”, quali gli immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione.

Possono beneficiare della detrazione anche i promissari acquirenti, purché vi sia un contratto preliminare di vendita dell’immobile regolarmente registrato, e chi esegue i lavori in proprio limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

 

Ammontare dell’agevolazione ed utilizzo

L’agevolazione consiste in una detrazione dall’imposta lorda (IRPEF o IRES) pari al 90% delle spese documentate, sostenute nel 2020.

La detrazione va’ ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo, nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi (anno 2020 ed i 9 periodi d’imposta successivi), sino a concorrenza dell’imposta lorda.

L’importo che non troverà capienza nell’imposta lorda di ciascun periodo d’imposta non potrà essere utilizzato in diminuzione dell’imposta dei periodi successivi o chiesto a rimborso.

Non è previsto né un limite massimo di spesa ammissibile né un limite massimo di detrazione; pertanto la detrazione spetterà nella misura del 90% calcolata sull’intera spesa sostenuta ed effettivamente rimasta a carico.

 

 Cosa significa “spese documentate, sostenute nel 2020”

Quali edifici sono interessati

Il bonus è ammesso per le spese relative a interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, parti di essi, o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali.

È necessario che gli edifici siano ricompresi nelle zone A o B o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

Zona A: le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;

Zona B: parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 m3/m2.

Il beneficio non spetta per gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile o realizzati mediante demolizione e ricostruzione, compresi quelli con la stessa volumetria dell’edificio preesistente.

 

Interventi ammissibili

L’agevolazione riguarda gli interventi effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). A titolo esemplificativo:

- il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche anche in assenza dell’impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, costituenti esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la mera pulitura e tinteggiatura della superficie;

- il consolidamento, il ripristino, inclusa la mera pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, degli ornamenti e dei fregi

- lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata

- interventi sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10 per cento dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio. In quest’ultimo caso, gli interventi dovranno soddisfare i requisiti indicati nel decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015 (decreto “requisiti minimi”) nonché i valori limite della trasmittanza termica delle strutture componenti l'involucro edilizio (Allegato B alla Tabella 2 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008, come modificato dal decreto ministeriale 26 gennaio 2010). Ai fini delle verifiche e dei controlli, si applicano le stesse procedure e gli stessi adempimenti previsti in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici (es: trasmissione all’ENEA).

Possono rientrare tra le spese agevolabili: l’acquisto dei materiali, la progettazione, prestazioni professionali strettamente connesse con gli interventi da realizzare, installazione ponteggi, smaltimento materiali rimossi, eventuale TOSAP, imposta di bollo e diritti pagati per la richiesta dei titoli abilitativi edilizi ecc.

 

Come effettuare i pagamenti

Il pagamento deve essere effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti:

- la causale del versamento;

- C.F.  del beneficiario della detrazione;

- Partita iva e codice fiscale del soggetto verso il quale è disposto il bonifico.

Le banche, le Poste o gli altri istituti di pagamento autorizzati, applicheranno sul pagamento una ritenuta d’acconto attualmente pari all’8%.

 

Scarica la normativa

Guida Bonus Facciate

Circolare AdE n. 2 del 14/02/ 2020 - Rifacimento facciate

D.M. 2 aprile 1968, n. 1444

D.M. del 26/06/2015 - Requisiti minimi

D.M. 2008 - definizione dei valori limite di fabbisogno di energia primaria annuo e di trasmittanzatermica - Testo coordinato 

 

Lo Studio Genus è a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.

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