Bando Invitalia "Impresa SIcura": incentivi alle imprese per l’acquisto dei DPI (Dispositivi di protezione individuale)

04 maggio 2020

Impresa SIcura è l’intervento previsto dal decreto Cura Italia (DL 18/2020, articolo 43, comma 1) che punta a sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese, di qualunque dimensione e operanti su tutto il territorio nazionale. Il bando di Invitalia consente alle aziende di ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale (DPI) finalizzati al contenimento e al contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

Attualmente sono stanziati 50 milioni di euro.

Entità dell’aiuto

Il contributo consiste in un rimborso pari al 100% delle spese sostenute per l’acquisto dei DPI destinati agli addetti dell’impresa, nel rispetto dei seguenti limiti:

- rimborso massimo pari a 500 euro (imponibili) per ogni addetto;

- il rimborso massimo complessivo per ciascuna impresa non può, in ogni caso, superare 150.000 euro.

Importante: il rimborso del costo di acquisto dei DPI è commisurato al numero di addetti a cui sono destinati. Per addetti, ai fini del presente bando, sono considerati sia i lavoratori indipendenti (imprenditori individuali, i lavoratori autonomi, i familiari coadiuvanti; i soci delle società di persone o di capitali che effettivamente partecipino all’attività lavorativa nella società) sia i lavoratori dipendenti.

Chi può partecipare

Possono presentare la domanda di rimborso tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato. Alla data di presentazione della domanda di rimborso occorre:

- essere regolarmente costituite ed iscritte come attive al Registro delle Imprese;

- non essere in stato di liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

Quali DPI sono ammessi

Sono ammissibili al rimborso le spese sostenute per l’acquisto di DPI le cui caratteristiche tecniche rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. In particolare sono ammissibili:

- mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;

- guanti in lattice, in vinile e in nitrile;

- dispositivi per protezione oculare;

- indumenti di protezione, quali tute e/o camici;

- calzari e/o sovrascarpe;

- cuffie e/o copricapi;

- dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;

- detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.

Requisiti delle spese

Per poter essere ammesse al rimborso, le spese dovranno rispettare i seguenti requisiti:

1. essere sostenute nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso ossia non oltre l’11 giugno 2020. A tal fine farà fede la data di emissione della fattura oggetto di richiesta di rimborso. L’11 giugno 2020 è il termine massimo per la presentazione della domanda di rimborso, pertanto resta inteso che entro tale data tutte le fatture interessate dovranno essere regolarmente saldate;

2. le fatture dovranno essere pagate attraverso conti correnti intestati all’impresa e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura;

3. le spese chieste a rimborso non potranno essere inferiori ad € 500 imponibili. È possibile mettere insieme più fatture anche di importo inferiore a tale soglia, purché la loro somma sia superiore ad € 500 imponibili.

Esempio: n. 3 fatture, ciascuna di importo pari a 200 € oppure n. 6 fatture di importo pari a 90 € ciascuna.

Come si presenta la domanda

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente mediante procedura telematica che si articola in 3 fasi:

La procedura informatica ed i modelli da compilare saranno resi disponibili sul sito di Invitalia, raggiungibile cliccando sul seguente link https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/emergenza-coronavirus/impresa-sicura

Per l’invio delle istanze è necessario essere in possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) relativa all’attività e di una C.N.S. (Carta Nazionale dei Servizi) che, molto spesso, è contenuta direttamente nel dispositivo di firma digitale intestato al titolare/legale rappresentante dell’impresa.

Lo Studio Genus è a disposizione per la valutazione degli investimenti e la predisposizione ed invio delle istanze.

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